Diretto da Samuele Ferrarini
Un giovane pittore vive una realtà quotidiana apparentemente stabile, ma è ossessionato da una visione ricorrente che altera la sua percezione del mondo. Questa tensione interiore lo spinge a trasformare il proprio disagio in pittura.
Il film è costruito come una rielaborazione cinematografica dell’immaginario di Van Gogh, lo sfondo visivo rappresenta l’infinito e si contrappone allo spazio reale, creando una frattura costante tra ciò che è visibile e ciò che è percepito.
Distorted Reflection racconta il conflitto tra controllo e perdita, tra realtà e visione, attraverso un linguaggio visivo e sonoro che traduce lo stato mentale del protagonista nel processo creativo.