Cortometraggio attualmente in distribuzione festivaliera.
Hygge è un mondo bellissimo e sbagliato alla stesso tempo.
Racconta la storia di un ragazzo che prova a trovare un posto nel mondo. Inizia a lavorare come rider, seguendo le indicazioni di un piccolo bambolotto appeso alla sua moto. Ma le consegne che fa non sono normali, dentro stanze e luoghi che assomigliano ai suoi ricordi più che alla realtà. Fino a condurlo a un mare finto, dove ad attenderlo c'è solo una creatura fragile e la consapevolezza che quella ricerca, per lui, non ha via d'uscita.
Hygge mescola tecniche, linguaggi e stati della materia: live action, stop motion, pixilation, animatronic, suono e immagini che non sempre coincidono.
La realtà non è fluida, e il film non prova a renderla tale.
Il mondo di Hygge è un mondo che va a scatti, che si inceppa ed è fragile. Un mondo che ognuno può interpretare a modo suo. E infatti succede proprio questo. Ogni persona che l'ha visto ha restituito un'interpretazione diversa, personale, ma sempre profondamente vera. Questo era l'obiettivo. Creare uno spazio aperto in cui lo spettatore potesse cercare sé stesso.